La storia
Nella Bologna del 300,
come del resto in molte altre città d'Italia, si parla di guelfi e di Ghibellini. Il Guelfismo, il partito della Santa Sede, era legato agli interessi finanziari e politici delle grandi famiglie locali come i Bentivoglio, i Canetoli, I Gozzadini, i Malvezzi, i Marescotti, i Pepoli e gli Zambeccari. Dai Pepoli ai Visconti, dal governo papale al ripristino dell'autonomia cittadina, Bologna passa di mano in mano e mai in maniera indolore, come quando la famiglia Bentivoglio entra a fare parte della storia cittadina con Giovanni 1 e la Signoria bolognese viene conquistata con truppe mercenarie finanziate da Gian Galeazzo Visconti, speranzoso di riportare Bologna, attraverso le ambizioni dei Bentivoglio, sotto il suo dominio. La storia dei Bentivoglio si incrocia con quella dei Canetoli che ventano una discendenza dai nobili delle Crociate. La loro ricchezza derivava dai terreni coltivati a canapa di proprietà della famiglia che diventò punto di riferimento per il commercio di cordami e canapi. Alla fine del 1445 dopo molte lotte Annibale Bentivoglio viene acclamato "Salvatore di Bologna", suscitando le invidie dei suoi acerrimi nemici,i Canetoli. Annibale per ingraziarseli fa nominare Battista Canetoli Capo degli anziani ma egli, umiliato da quella che ritiene una misera concessione promuove una congiura contro di lui o lo fa assassinare.

L'azienda

La produzione resta artigianale, lo stile resta cioè un misto di linee tipiche del 500 e del 600.
Grande merito della ditta Canetoli fu quello di aver portato e fatto conoscere ai bolognesi, intorno al 1888, i mobili Thonet.Nel negozio Canetoli, le sedie in particolare, rispetto alle poltroncine o alle chaiselongues, sono le più apprezzate per il loro aspetto semplice, lineare ed elegante, adatto ad un arredamento popolare ed elegante.
Siamo alla fine dell'800, da tempo è morto il fondatore della ditta e il figlio Pio porta avanti l'eredità paterna. Alla sua morte lascia due figli, Giuseppe e Mario, che entrano nella ditta e contribuiscono ad incrementarla con la loro attività. Consolidano insieme la loro rete di affari e vanno in Brianza dove la produzione del mobile è quasi a livello industriale. Mario Canetoli si trasferisce a Cesano Maderno e prende in affitto un magazzino dove vengono tenuti i mobili in attesa di essere inviati al negozio di Bologna dove saranno marchiati con una targhetta in ottone recante la scritta "Canetoli". Nel frattempo il fratello Giuseppe tiene i contatti con una buona clientela, non solo cittadina ma anche nell'hinterland bolognese.

Nel 1930 il negozio si amplia: vengono presi in affitto dei locali in via indipendenza 12 e 14 all'angolo con via Volturno. Il negozio si chiama "Casabella" e rappresenta un centro importante in una strada a grande percorrenza. Purtroppo i locali vengono messi in vendita dai proprietari e, non giungendo ad un accordo favorevole, il negozio verrà spostato in uno stabile poco lontano subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Intanto nel negozio di via Sampieri viene aperta una altra entrata su via Castiglione.
Nel 1944 con la morte di Giuseppe Canetoli, le redini dell'attività passano al figlio Alessandro e l'amministrazione è affidata invece al Pietro, figlio di Mario ed al fratello Vittorio.
Alessandro ha idee nuove e vuole indirizzare l'attività verso una produzione moderna, è stanco della produzione brianzola e incomincia ad orientarsi verso gli arredamenti e i mobili prodotti in Danimarca e nei paesi nordici con linee essenziali, funzionali, spesso formati da elementi componibili e disegnati non da artigiani ma da validi architetti come Finn Juhl, Hans Wegner, Werner Panton, Bruno Mathson e Arne Jacobsen.
Incomincia ad importare questi mobili e tra le marche più significative vi sono la France & Son e la Fritz Hansen.
La "Canetoli 1850", nuova denominazione assunta, entra a fare parte delle nove ditte italiane che, costituitesi nell'associazione"M.F.C." (Modern Forniture Company) rappresentano un forte gruppo di acquisto che importerà in esclusiva i mobli dalla Danimarca.

In questo periodo il settore dell'arredo in Italia incomincia a svegliarsi dopo un lungo torpore: nascono industrie che diventeranno importanti come la Tisettanta e la Arflex con produzioni sempre più degne di interesse e la clientela entra sempre di più nell'ottica di un gusto così essenziale e minimalista.
Dei due figli di Alessandro Canetoli, Leopoldo non segue le orme paterne e fa il giornalista mentre Filippo, dopo la laurea in ingegneria nel 1972,entra in azienda: rappresenta la quinta generazione.
La "Canetoli 1850" è una realtà bolognese ed europea ovunque nota come espressione di serietà e classe.
Filippo Canetoli progetta interni, e porta nell'azienda nuova linfa vitale.Viaggia molto attraverso l'Europa, alla ricerca di nuove idee e cose che possono essere offerte da un mercato in grande fermento come quello dell'arredo e dell'oggettistica.Segue la parte commerciale ed amministrativa anche del nuovo negozio aperto a San Lazzaro di Savena nel 1996 dove si vendono solo arredi provenienti dall'estero. Questo negozio è gestito da Benedetta, figlia di Leopoldo. Sono passati 150 anni e la Canetoli li ha vissuti e li vive con la serena caparbietà di chi ha la coscienza di avere mantenuto e accresciuto la fiducia della propria clientela.